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lunedì 23 giugno 2008

Gente che frequenta i master - Atto II


Premessa indispensabile



Chilometri e chilometri lontani da casa, la macchina comincia a fare un rumore strano, nel cruscotto si accendono spie mai viste che presagiscono l'auto-eliminazione del sistema elettrico del motore e dal cofano esce più fumo che da un fumatore di narghilè turco.

Ci fermiamo.

Il caso volle che proprio di fronte al luogo della sosta d'emergenza ci fosse un'officina.
Dopo un lungo e scrupoloso esame, compiuto da una equipè di professionisti nel settore: due meccanici unti di grasso e madidi di sudore, la diagnosi è stata:

Meccanico unto 1: "Probabilmente c'è una perdita d'acqua"

Meccanico unto 2: "Bisogna cambiare un pezzo"

Passegero 1: "Non è che mancava semplicemente l'acqua nel radiatore?"

Meccanico unto 1: "Non so... forse si deve cambiare il radiatore. Voi di tanto in tanto fermatevi e controllate il consumo dell'acqua del radiatore"

Il Proprietario della macchina: "Ok, grazie!"

Meccanico unto 1 e 2: "Di niente, Arrivederci"

Fine premessa indispensabile



Sulla perigliosa via del ritorno, incerti dell'integrità del radiatore, macchina in corsa, proprietario della macchina al volante:
Supercar 1 reloded
Proprietario della macchina: "Ragazzi... sentite ancora rumori?"

Passeggero 1, 2 e 3 (in coro): "No no..."

Proprietario della macchina: "Secondo me è tutto a posto"

Passeggero 1: "Tu va piano...non ti preoccupare, noi diamo un occhio al cruscotto...se la spia si riaccende..."

Proprietario della macchina: "Io comunque sto controllando... (dà un'occhiata allo specchietto retrovisore) ...e acqua non ne vedo..."

Passegero 2: "...e dove la devi vedere?" (tremando già al pensiero di aver capito bene...)

Proprietario della macchina (buttando di nuovo l'occhio al retrovisore): "...per strada!"

Supercar 2 reloded

mercoledì 6 giugno 2007

sociologia del viaggiatore

I viaggi in pullman a lunga percorrenza sono fastidiosi, è risaputo.
Otto ore rinchiusi in un minuscolo spazio vitale con solo tre soste concesse può portare all’alienazione, soprattutto se manca il poggia braccio centrale e passi tutto il viaggio con il gomito del tuo vicino di posto conficcato nel fianco sinistro.
Ma per fortuna a riportati nel mondo reale ci sono le conversazioni degli altri viaggiatori: una bella sequela di luoghi comuni snocciolati come grandi verità.

Su un pullman si possono ritrovare varie tipologie di esseri umani e stavolta ho trovato:

- la ragazza dell’entroterra in cerca di sistemazione
- la madre di famiglia ma anche donna di mondo
- il giovane rampante futuro selfmademan

La ragazza-dell’antroterra-in-cerca-di-sistemazione

La ragazza-dell’antroterra-in-cerca-di-sistemazione si riconosce dagli occhi rossi gonfi di lacrime per il distacco dal fidanzato-che-vive-lontano appena avvenuto.
Il piagnisteo dura dalle 2 alle 4 ore, per tutto il viaggio, perché il soggetto in questione alterna fasi di pianto e veglia a fasi di sonno e quiete.
Inoltre le fasi di pianto e veglia sono scandite da telefonate regolari in cui la ragazza-dell’entroterra-in-cerca-di-sistemazione col fidanzato-che-vive-lontano si scambia parole di tenerezza e dolore, tipo:
«Amò, mi manchi, sto malissimo…» e poi parte un’interminabile discorso che ha per tema centrale la casa da trovare per poter finalmente convolare a giuste nozze: meta che si sono prefissati da 6 anni a questa parte e forse realizzabile nel 2008 «…se tutto va bene…».
Sfinita dai mille problemi che saltano fuori quando si cerca di trovare una casa, «piccina ma dignitosa», e dilaniata dal dilemma che le attanaglia la mente - “ma l’autri comu fanu?” - la poverina si rimette a dormire in attesa della prossima telefonata, ansiosa di sapere dove, come, perché, con chi, cosa fa il suo fidanzato-che-vive-lontano.

La madre di famiglia ma anche donna di mondo e il giovane rampante futuro selfmademan

La madre di famiglia e il giovane rampante si svelano a vicenda.
La madre di famiglia comincia ad attaccare bottone col giovane rampante perché rivede in lui il figlio lasciato a casa e così comincia a fargli domande sulla sua vita, dov’è nato, dove vive ma soprattutto cosa fa e cosa studia.
A tutte queste domande il giovane rampante comincia a raccontare la storia della sua vita e salta fuori che lui al momento studia, ma senza convinzione, cinema indirizzo regia, alla scuola di Mauriziocostanzosciò a cinecittà, al quale versa 500 € ogni tre mesi, ma senza aver il privilegio di frequentare gli stage che hanno avuto la possbilità di frequentare i vecchi studenti: «…sfteig con gente importante come Dario Argento e quello che ha fatto la fiscion sful papa… il papà di Angiolina Jolie… come sfi chiama? Ah, sfì! John Malcovick!», però tiene a precisare che lui studia e lavora.
Ha lavorato come magazziniere, pizzaiolo, cameriere in ristoranti e pizzerie, ma nella vita ha fatto molto altro.
Ha lavorato con la protezione civile e distribuiva bottigliette d’acqua ai funerali del papa,
ha lavorato con la croce rossa come volontario di pronto soccorso,
ha lavorato con i pompieri e ha spento piccoli incendi,
sa dirigere il traffico,
ha preso l’attestato di bagnino,
è un ultrà del Lecce,
ama viaggiare, soprattutto in Italia «…ma quesfto natale sfono sftato in Normandia… vicino la Lapponia»,
sarà istruttore di canoa o qualcosa del genere in un villaggio turistico,
ma soprattutto è critico cinematografico.
Ha confessato alla madre di famiglia che gli piacerebbe tanto andare in pellegrinaggio cinematografico a Corleone per poter vedere dal vivo l’ambientazione del Padrino perché il Padrino è uno dei suoi film preferiti e – incredibile, incredibile, oseri dire assurdo e allucinante – per una strana coincidenza della vita è il film preferito di molti suoi nuovi amici (probabilmente conosciuti alla scuola di cinema): è il Padrino di Francis Ford Coppola, mica è Fucking Amal di Lukas Moodysson.
Questo elogio del Padrino deve aver richiamato alla mente della madre di famiglia ma anche donna di mondo i Cento passi e chiede al giovane-ramapante-selfmademan-cinematografico cosa ne pensa:

Giovane: bello sfi, molto bello…
Madre: secondo me è più bello del Padrino perché più vero…
Giovane: già, certo, in fondo il Padrino è più un’americanata…
Madre: …si si, è un film da cassetta…

Povero Francis…

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Alla scuola di cinema di mauriziocostanzosciò come li reclutano i loro studenti? Da Blockbuster?